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LA COMUNITÀ APOSTOLICA OFFRE L’ESEMPIO DELLA PREGHIERA E DEL SACRIFICIO
MO171 [27-04-1967]
27 Aprile 1967
MO171,1 [27-04-1967]
1 Vardè che nelle nostre fameje, se non se prega no se và avanti, no se và avanti! Una famiglia cristiana, va a...Nella casa de Papa Giovanni, ghe gera so zio, no, e là che i pregava, che i pregava!Ora noialtri dovemo... Non tutte le famiglie della parrocchia riuscirà a vivere il cristianesimo in una forma così intensa, ma ghi n’è delle famiglie che può vivere così. Su, magari, mille famiglie che gavì in una parrocchia, vardè che ghi n’è trenta quaranta cinquanta famiglie che vive così. E per conto mio, se no le fe vivere così, manchè voialtri del vostro dovere. No podì mia metterle tutte sullo stesso piano, perché Teresina del Bambino Gesù doveva diventare santa Teresina. Il papà di Teresina doveva diventare quello che el gera, per poter essere il papà di Teresina.Perciò ghemo un dovere, vero, “secondo la terra de far vegner fora la visela”, no, Toni, secondo la visela! Ora, Dio ga creà la terra e la vite, ma sta a voialtri lavorarla. No se pol mia pretendere, pretendere che la Cinquecento vada come una Millecento, ma deve andare ognuna secondo la corsa, secondo i pistoni, secondo la potenza.Ora, vardè che no bisogna mia prendere alla leggera ste cose qua. Domani andremo in una parrocchia e ghemo in mano delle anime, e bisogna farle correre secondo che Dio le gà creà e come el vole el Signore che le corra, e vardè che ghe xe delle famiglie anche oggi che podaria vivere così. Ma stà a noialtri, sacerdoti e diaconi, domani prepararli a vivere così; ma non saremo boni se noialtri non vivemo così. I Piccoli Fratelli di Foucauld alla sera un’ora di adorazione insieme, là, a pregare, pregare! Fioi, vardè che la nostra Comunità bisogna che la sia come una de quelle famiglie là. Perché no podemo pretendere che la famiglia nella parrocchia, che una famiglia cristiana sia più religiosa della famiglia degli spiritualizzatori della parrocchia! Se in una famiglia cristiana se prega mezz’ora, nelle nostre bisogna pregare un’ora. Per forza! La xe la centrale della spiritualità, la famiglia dei apostoli!Digo male, don Vittorio?Ora, ecco, ve lo digo per questo, perché seguimo le vocazioni, sì, ma vardè che le vocazioni dipendono da noi, dalla nostra preghiera, dal metterse davanti al tabernacolo o nella nostra stanza da soli, e pregare Dio, pregare Dio, dirghe al Signore: “Signore, - no solo andar domandarghe al Signore - Signore, te vidi el mondo come che el và, te vidi el mondo come che el và, te vidi che difficoltà che ghe xe, te vidi come sta venendo avanti certe idee, te vidi el santo Padre, te vidi i discorsi del Papa, come el santo Padre xe preoccupà e el gà motivi giusti per essere preoccupà... Signore, te affido a ti la situazion, te affido a ti queste anime: fa’ un piassere, Signore, intervieni, manda lo Spirito santo; intervieni, Signore...”.Bisogna parlare col Signore de ste robe qua, savìo! Se no, vardè, oggi, oggi no se regge più un mestierante, un funzionario di Dio, uno che fa su un po’ al tanto... nol se regge, nol se regge assolutamente: non può reggersi oggi.Ora, stè attenti, fioi, bisogna... Il demonio non dorme, il demonio organizza i suoi, il demonio cerca di... Qui c’è la lotta tremenda tra il bene e il male: noi siamo con Dio, ma guardate che non dobbiamo essere meno furbi dei figli delle tenebre. E allora, se vogliamo vocazioni, e se vogliamo poi che il Signore conservi lo spirito qui dentro, e che non ci perdiamo in stupidaggini e in cretinaggini, va bene?, bisogna pregare, bisogna pregare, e bisogna pregare tanto, e bisogna sacrificarsi, e bisogna far penitenza, e bisogna fare qualche piccolo fioretto, qualche piccolo sacrificio.Capito, caro Marco?