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L’IMITAZIONE DI GESÙ E LA CARITÀ

MO86[05-08-1966]

CONFERENZA

MO86,1[05-08-1966]

1.Come la Rivelazione è avvenuta per gradi, così anche nella nostra Famiglia il Signore ci ha portato avanti per gradi.
L'autore di un tal romanzetto, che si chiama "Il quadratino al suo posto", è qui presente, il nostro caro don Mario, sa che ci siamo proposti questo: di aver sempre presente che siamo usciti da un atto di amore di Dio, che rientriamo nel piano, grande piano universale e che ognuno di noi deve cercare di andare in quel posto e di cantare nel modo come il Signore vuole che canti. È chiaro questo, indiscusso. Questo è il punto: Io sono stato creato per una missione. Mia mamma per essere mia mamma; io per essere sacerdote; un altro sarà creato per essere un papà di famiglia. Ma ognuno deve cercare di essere veramente quello che il Signore fin dall'eternità lo ha pensato e per cui lo ha creato, non vi pare? Solo lì troverà le grazie che il Signore ha disposto per la sua salvezza e per la salvezza di tante altre anime. Premesso questo, lo sforzo di ciascuno di noi dev'essere: tendere a realizzare il piano che Dio ha su ciascuno di noi. Un momento. Abbiamo visto il nostro piano, il piano che Dio ha su di noi in modo particolare è un piano che rientra un po' in una certa comunità, in quanto che noi siamo chiamati insieme a farci santi, siamo stati chiamati a partecipare a una Congregazione. Ognuno di noi è una tesserina, ma ammettete che siamo tesserine molto vicine, no? È chiaro, se siamo nella stessa Congregazione, siamo tesserine, almeno dovremo fare il dito pollice di Gesù: uno sarà l'unghia, uno sarà... siamo vicine. Non è che uno sia un dito della mano. Siamo una Congregazione... Però, ognuno deve realizzare il piano che Dio ha stabilito per lui. Ci sarà però un 'quid' comune per tutti noi, perché siamo membri di una Congregazione. Ognuno distinto, ma un 'quid' comune. Siamo d'accordo su questo, no?

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2.Andando avanti, abbiamo visto, cercato di incrementare il nostro spirito, mi pare negli anni scorsi in cui ci siamo trovati su ad Asiago; e abbiamo detto: per alimentare questo spirito apostolico, cerchiamo di.... Cioè questo chiodo in testa, senza cambiare niente di quello che era prima, senza cambiare niente. "L'apostolo deve dare", cioè questa sete di dare Dio alle anime fa parte della nostra vocazione, no? Ora mi pare, questo più o meno è stata la linea, tutto questo l'abbiamo messo nella carità. Abbiamo avvicinato il Vangelo e abbiamo detto: che cosa vuole Gesù da noi, come denominatore comune? Pure ognuno realizzando il suo piano, no? E abbiamo visto che Gesù ci ha risposto: "Da questo conosceranno che siete miei discepoli, se vi amerete. Siete chiamati a dare la testimonianza della carità. Devono conoscere che siete veramente miei missionari perché vedranno... devono vedere in voi proprio il Cristo, la carità".
Ora non siamo arrivati fino a qui? Non so... che cosa dite? Siete d'accordo?

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3.Adesso mi pare che il passo avanti che dobbiamo fare è questo: - non si tratta di cambiare, si tratta di andare avanti - come realizzare veramente questa carità? E allora, mi pare, che la nostra buona Mamma la Madonna, proprio oggi festa della Madonna della Neve, ci dice questo: "Se tu vuoi realizzare veramente la carità, prendi come modello Gesù e impara da Gesù come Gesù ha realizzato il piano che Dio aveva sul Dio-Uomo". Non c'era un piano su Gesù come uomo?, come Uomo-Dio, no? E Gesù lo ha realizzato; infatti può dire: "Io ho fatto sempre la volontà del Padre", no? Lui si è preoccupato di fare la volontà del Padre. Bene.
Dice la Madonna: "Come Gesù ha sempre fatto la volontà del Padre e si è sforzato di essere quel 'quadratone', è chiaro?, anche tu, sull'esempio di Gesù, cerca di essere quel 'quadratino'. Come Gesù ha amato i fratelli, così anche tu ama i fratelli. Come Gesù è stato umile... In altre parole cerca... cioè tu cammina sulla strada che Dio ti ha tracciato, però cerca in questo cammino di avere Gesù come modello, Gesù come fratello vicino". Vi pare che questo cambi la strada tracciata per il passato? Meglio che, prima di andare avanti, lo mettiamo in chiaro... Don Piero, cosa te ne pare? Don Mario?.... No, ma digo, no, siccome stiamo lavorando insieme..., mi pare che non cambi niente. Non è che modifichiamo.... la linea è quella, non si discute.

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4.Mano mano che ci si matura, anche spiritualmente, che la comunità si matura, prende anche coscienza di quella che è la grande realtà. Cioè bisogna ad un dato momento, se tu vuoi... Gesù ti ha detto, e questo l'abbiamo calcato l'anno scorso e negli anni scorsi: bisogna (l'anno scorso in modo particolare come impegno di vita... Poi fatto o non fatto... comunque l'intenzione era questa), dobbiamo dare la testimonianza della carità. Ci siamo convinti che è stata la lezione che ci ha data Gesù.
Guardate che è inutile che noi andiamo nel Chaco, da una parte e dall'altra, a predicare il Vangelo, se non diamo una testimonianza chiarissima della carità. Devono vedere che ci vogliamo bene; devono vedere che se abbiamo qualcosa ce la diciamo fra di noi e non andiamo a mormorare dell'uno o dell'altro, che sappiamo comprenderci, compatirci. Che abbiamo proprio... "Ma che cosa hanno quegli uomini lì? Cosa hanno quegli uomini lì?". E abbiamo detto, ve ne ricordate bene, scopriranno che siamo così perché siamo cristiani. Cosa vuol dire essere cristiani? Scopriranno che siamo così perché imitiamo Gesù. È tutto lì, no? È vero? E allora io direi: vediamo il modo, la forma. Quest'anno perché non potremmo mettere, senza cambiamenti, mettere a fuoco questo punto: l'imitazione di Gesù? In questo modo noi alimentiamo la nostra pietà intima, la nostra unione col Signore. In altre parole portiamo la luce vicino a noi, in mezzo a noi, no? Se io l'ho scoperto e l'ho in braccio e un altro, don Mario, l'ha in braccio, ci troviamo insieme, siccome che è lo stesso Gesù, a un dato momento è in mezzo a noi, no? Se io lo ho e lui lo ha... ci troviamo insieme, non possiamo... "Varda che bel tosetto che ho io"; e lui dice: "Varda...", è lo stesso. A un dato momento... per forza no? Capite chiaro. Impossibile che io, se io sono preoccupato di volere imitare Gesù e Lo ho sempre vicino a me Gesù, perché devo imitarlo, è chiaro che lo ho in mezzo e viene naturale, quando siamo in due, insieme, se abbiamo le stesse preoccupazioni... io sto cercando funghi, l'altro sta cercando funghi, ci troviamo, domandi: "Ghe ne gheto trovà ti?". "Sì. E ti quanti?". Mettemo insieme....

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5.Ora, attenti, io direi: adesso vediamo il modo di formulare la frase più o meno. Ma, se per esempio l'anno venturo, il prossimo anno, mettessimo come temi dell'Impegno di vita, temi proprio riguardanti l'imitazione di Gesù, ma proprio concreti, in modo che avessimo possibilità facilmente di entrare in discussione quando facciamo l'Impegno di vita... "Tutte cose teoriche". Sì, teoriche, ma evangeliche, proprio evangeliche. "Gesù ha detto così; bisogna fare così. Come facciamo? Come possiamo fare?".
Questa mattina, per esempio, abbiamo tracciato la nascita di Gesù. Abbiamo visto un particolare. Gesù ha detto: "Se non diventerete come fanciulli, non entrerete nel Regno dei cieli". Sono parole di Gesù. Per esempio, prendere temi così, in questa forma qua, perché allora sei costretto a dire: "Qua non si scherza. Gesù ha stabilito così: io per entrare in Paradiso devo divenire semplice come un fanciullo. Cosa vuol dire?". L'altro, Nicodemo: "Devo ancora rientrare...?". No. Devo però avere l'umiltà del fanciullo, devo avere la schiettezza, la semplicità del fanciullo. E siamo così? E allora ecco le nostre esperienze settimanali... "Eh purtroppo, mi questa settimana...". E allora ecco che si scalda l'ambiente; mi pare che in questo modo si cammina, per arrivare dove? Ad essere il quadratino che vuole il Signore. Si cammina, perché? Per fomentare la carità, per essere insomma l'alter Christus. Per poter dire domani al Chaco, o a Estanzuela, o a Rio: "Imitatores mei estote sicut ego Christi". Guardate che voi, anche se non lo direte, lo dovete poter dire, lo devono dire gli altri. Gli altri devono dire..., la mamma deve poter dire al suo bambino: "Imita don Piero, perché don Piero è imitatore di Gesù. Imita don Mario - che è là nel Mato Grosso - perché don Mario imita Gesù". Se si tratta di fare la tredicina a Sant'Antonio o non farla, uno potrebbe essere d'accordo o non d'accordo; ma qui non si tratta di fare tredicine a SAN Antonio. Si tratta di fare secondo la parola del Signore. Il Signore ha chiesto questo a noi, e non possiamo dire di no.

MO86,6[05-08-1966]

6.E vedete... riusciremo e prenderemo un punto e diciamo: questo bisogna farlo.
Quando ci siamo messi a far le case prima di venir via, abbiamo detto: "Bisogna fare in modo che per sabato, o venerdì sera, tutto sia pronto". Allora vi siete tuffati dentro, avete lavorato, e dopo mangiato siete andati a lavorare ancora, e alla notte avete lavorato... e sabato sono partite le case. E al sabato sera erano montate. Bisogna che anche nella Congregazione, nel campo "spirito", prendiamo un punto solo, semplice - avete visto la forza dei Focolarini è in 2-3 punti, semplicissimi -, prendiamo un punto e diciamo: "Qui vogliamo fare questo". Se per esempio, avessimo come punto (non voglio tirare le conclusioni questa sera) ma avessimo questo punto: "Vogliamo in tutte le nostre azioni imitare Gesù, sforzarci di imitare Gesù, cosa farebbe Gesù... le parole, dite quel che volete, non mi interessa niente, ma io voglio in tutte le mie azioni fare quello che farebbe Gesù". Incominciamo a far così, e facciamolo fra un anno e vedrete cosa succede fra un anno, dove è arrivata la comunità fra un anno. Se 5-6 persone, unite insieme, hanno solo una preoccupazione, ma solo quella e basta, di fare quello che farebbe Gesù, ditemi voi cosa succede dopo un anno. E adesso basta, questo era il preambolo. Mi sono permesso di mettere al corrente i nostri cari fratelli di dove eravamo arrivati con la nostra discussione. Adesso è aperta la discussione.

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7.Le domande che ho presentato per la discussione di questa sera sono le seguenti:
I - Entrando in una comunità dei Piccoli Fratelli o in una comunità dei Focolarini, si ha un'impressione di calore. Questo calore, quando uno va e abita lì e resta ospite, non sbollisce rimanendo ospite, anzi si ha l'impressione che è ancora più caldo di quello che si è avuta l'impressione prima. Questa è la premessa maggiore. Premessa minore: entrando nelle nostre comunità, si ha la stessa impressione di calore? II - premessa: rimanendo un ospite per 10-15-20 giorni ha l'impressione di un calore più forte, o invece ha una piccola delusione? Però, proviamo la maggiore. Uno che ha esperimentato i Focolarini è Livio: tu, che sei stato in mezzo ai Focolarini e hai visto un po', sei d'accordo? Ottimo. Non sono d'accordo di adottare questo sistema.... perché non è comprensivo da tutti.... Tu non puoi esigere.... là sono i volontari che vanno; ma io vado in una parrocchia: ho 5.000 anime, non posso pretendere di andare con questo sistema in una parrocchia. Quando prima si parlava della carità tra noi, che si è constatato un pochino in qualche circostanza in mezzo a noi, ho tirato fuori l'argomento delle corse, chi xe abituà e chi no xe xe abituà... Mi podaria dirte che anca nella Mariapoli, dopo ghe xe...Quella è una settimana di entusiasmo, quella è una bellissima cosa, dove che i porta uno dell'America, uno de qua, uno de là, che racconta la sua...un po' la sua conversione. Ed è abbastanza facile fare una roba de questo genere qua, perché te cominci a chiamare Berto che se converte, l'altro che se converte, l'altro qua...te fe presto suscitare anche un po' di entusiasmo vero e proprio.... Se porta 5-6 persone e se suscita perciò... Però, vidito, dopo...mi podaria dirte, a Roma per esempio, riguardo la Mariapoli, che ghe n'è più de qualcheduno continuamente a contatto con la Mariapoli, che non vive per niente lo spirito della Mariapoli. E xe la Mariapoli dei Focolarini. Cioè ghemo la parte umana...

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8.Noialtri volemo un punto che possa servire per tutti... Così il 'quadratino al suo posto'. Quando, te te ricordi, ghemo lavorà al 'quadratino al suo posto'.... per trovare una roba che possa servire per tutti, no?, ghemo dito: il quadratino al suo posto va bene per la gente che viene a visitare la Casa dell'Immacolata, va bene per i toseti di prima Media, va bene per quelli di 4° anno di teologia e va bene per i preti di 50 anni, vero. Perché lì te fe l'esame de coscienza tutti.... Il Vangelo l'è semplice così.
Ora a me interessa trovare un 'quid' che vada bene per noialtri religiosi, ma che sia anche un'arma, che la stessa arma podemo usarla con tutti, nella direzione spirituale, nelle conferenze, eccetera, cioè che podemo buttarla dal pulpito. Ti, ciapete un parroco focolarino, non può prenderse...: può prendere quello che dise padre Lombardi, sì... - quella che dise padre Lombardi el podaria anca predicarla tutta - ma quella dei Focolarini nol pol mia metterse in pubblico e.... Don Mario Baron: Lasciamo stare i Focolarini, appunto, ma anche dimenticando i Focolarini, ecco appunto quello che voglio dire: e cioè stando con padre Lombardi o anche senza padre Lombardi, stando col Vangelo...è giusto, perché-....-è una regola fondamentalissima "fare come farebbe Gesù", però anche - e questo posso tirarlo fuori, non so, sia da padre Lombardi, sia dai documenti conciliari, "facciamo unità". Anche nella parrocchia: facciamo famiglia, facciamo comunità. Ecco questa è l'espressione. Per me anche l'espressione non è completa: non è la stessa cosa dire "avere carità" e "facciamo comunità". Non è la stessa cosa. Sono due aspetti. "Facciamo comunità, facciamo famiglia, facciamo unità"... non è lo stesso usare questa parola e "avere carità", perché.... Un momento, io direi così, io direi così, dal pulpito direi: "... siamo chiamati a formare la grande famiglia...", è vero o no?... Non l'abbiamo messo nelle nostre... non l'abbiamo detto noi che... abbiamo detto che questo dev'essere... Non dobbiamo distruggere quello che è stato: dobbiamo andare avanti, ho detto, ma no distruggendo, perché allora è la stessa cosa, no?... Abbiamo detto che il movente di tutto il nostro apostolato....teniamolo presente, e questo guardate che noi lo continuiamo a battere, no?, dev'essere: formare la "grande famiglia di Dio".

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9.La grande famiglia di Dio la formeremo se avremo la comunità nostra che è famiglia, se la comunità parrocchiale è famiglia. Per fare divenire famiglia la nostra comunità, bisogna che diventiamo "Unum", che diventiamo "Unum"; e per divenire "Unum", non basta essere ligà insieme come un 'fascio', perché è diverso l'essere uniti e l'essere 'uno', essere 'legati' ed essere 'uno'....
Questa unità avverrà soltanto se a un dato momento te li confondi uno con l'altro, perché uno l'è Gesù, quell'altro l'è Gesù, quell'altro l'è Gesù.... Mettiamo sei ragazzi, giovanotti insieme, che siano preoccupati tutti quanti di divenire Gesù, di divenire Gesù: a un dato momento Gesù l'è uno solo. Ghemo formà l'unità, e l'unità che dopo, io mi preoccupo... dal pulpito direi: "Guardate, cari parrocchiani, che la famiglia... la parrocchia è una famiglia, e se vogliamo...: 'Ma no se va d'accordo, qua e là... parché el casolin imbroja quell'altro, perché l'altro imbroja el casolin... eccetera eccetera eccetera', guardè, se volemo diventare famiglia e che in Paradiso volemo stare insieme sempre, no ghe xe altro che 'na roba: ghemo da somigliarghe a Gesù."... 6 agosto 1966