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LO SPIRITO SANTO È LUCE E FORZA

MO178 [14-05-1967]

14 Maggio 1967

MO178,1 [14-05-1967]

1 Sia lodato Gesù Cristo!
Ieri sera ho sentita una alzata di scudi. Sapete cosa vuole dire 'alzata di scudi', voi? Beh, ieri sera, nel nostro breve ritiro, parlando così familarmente ai più piccoli, è venuto fuori qualche segreto di famiglia. Il segreto di famiglia è stato quello, per esempio, del nostro caro Ruggero, che per caso non è presente quest'oggi, che ha nascosto le nosele dentro il calice. Vi ricordate? E allora sentivo per i corridoi, per i cortili, qualcuno che protestava: "Ohh! Ci ha fatto far brutta figura!"; qualche altro che diceva: "Ah, adesso abbiamo scoperto la realtà: chi nasconde le nosele dentro al calice...". E allora questa mattina ne tiriamo fuori un altro, ma son sicuro che quello che io tiro fuori stamattina, non mi verrà contraddetto, perché... se facessi alzare la mano a voi e chiedere: "Chi è che ha nascosto le nocciole dentro il calice?”, nessuno alzerebbe la mano, ma adesso dico una cosa che, se vi dicessi: "Chi l'ha fatta?", vedreste qui dentro in chiesa perlomeno il trenta per cento, il cinquanta per cento delle mani alzate. La domanda è questa, non alzate la mano però, eh! Chi di voi è andato a prendere lo stampo delle mortadelle? Dobbiamo spiegarlo, perché c'è l'assistente Vinicio che non se ne intende di queste cose. Quando nelle nostre famiglie c'è l'uccisione di quel tal... animaletto, là, no, si fa festa, festa di famiglia, come una volta facevano festa i nostri vecchi padri ebrei quando tagliavano la lana alle pecore. Tagliavano la lana, entrava in casa un po' di capitale, e allora una bella cenetta e un bel pranzo: si faceva festa. Così anche le nostre buone famiglie, quando si riesce ad arrivare in fondo e... tirare il collo a quel tale animaletto, eh, si fa festa, perché da lì finalmente in casa entra una certa ricchezza. Adesso non si fa più caso, ma una volta era una ricchezza che entrava in casa e si andava avanti bene per qualche mese e quasi per tutto l'anno. E allora... e quando si beve un bicchiere, si fa un po' di festa, viene voglia di fare qualche scherzo, no?

MO178,2 [14-05-1967]

2 E allora si diceva al più furbo di casa, e penso che siete stati anche voi qualche volta i furbi di casa, si diceva: "Senti, caro... Beppino, là, senti... - no, Bertelli, forse Bertelli.. in sacristia mi ha raccomandato di non fargli fare brutta figura, perciò, adesso non vi dico che è andato a prenderlo... comunque, supponiamo che si stato Bertelli. - Senti, caro Luciano, fai un piacere, vai dal parroco, eh, e domandi se per piacere ti presta lo stampo per le mortadelle". E allora vedevi il buon Luciano, là, rivolgersi alla perpetua: "Me ga mandà me mama, o me ga mandà me popà, a domandarghe se, par passere, la me impresta el stampo dele mortadele". E allora: "Sì, caro, sì caro!". Prendono il sacco, eh, perché lui è andato col sacco a prenderlo, e... mettono dentro quattro marocolani grossi grossi e poi lo consegnano con delicatezza: "Te raccomando! Varda che l'è fragile, non metterlo per terra perché si rompe. Portalo e ti raccomando di non dargli scosse per strada". sto povero Luciano col sacco sulle spalle, trafelato, tutto sudato, arriva a casa: "Eccolo, eccolo!”. “Pian! Pian! Lo gheto messo zo par terra?". "No!". "Lo gheto scorlà?". "No!". "Lo gheto...?". "No!". Apre il sacco e vien fora quattro quareloti, no? "Uuuuuhhhh!...", e va a nascondersi il povero Luciano in cantina, e per consolarsi el beve un goto. Sentite, è la storia del nostro caro Luciano, è la storia forse anche di Venco, è la storia forse di molti presenti.
Sentite un po', e non vi pare che sia la storia della maggioranza degli uomini che vivono sopra la terra? Partono, e riempiono un sacco di tante cose, di tante cose... direi, di tanti quarei, no? E vanno avanti, e con fatica, e con fatica, e arrivano all'ultimo giorno della vita, aprono il sacco, e si trovano con quattro mattoni dentro, si trovano di aver sudato per una vita intera, cinquanta, sessanta, settant'anni di fatica per la campagna, per i beni, per lo stabilimento, per le macchine... so io ...e fatica, e fatica, e perdere la pace, e qualche volta persi i soldi in una notte, per portare questo sacco pesante e pesante, e arrivati in fine si accorgono di avere lo stampo delle mortadele! Ah, poveri uomini! "Nos insensati! - diranno - Ah, poveri illusi che siamo stati! E adesso anche siamo oggetto di ludibrio da parte del cielo e della terra!". La maggioranza degli uomini, figlioli, fanno la figura di Luciano Bertelli che va a prendere lo stampo delle mortadelle e porta invece quattro mattoni! Ma voi direte: "Ma perché, perché?". Perché sono contenti! Perché l'hanno fatto a Luciano? Perché, poveretto, lui si fidava! "Luciano, Luciano...". "Sì, sì...", obbediente, buono... "Sì, sì...", si fidava. Non era eccessivamente furbo, allora! Ebbene, è andato... è perché poi non ha guardato! Vedete, è cascato nell'inganno perché si è troppo fidato e non ha guardato dentro. Ecco perché tanti nostri fratelli uomini arriveranno alla fine della vita e prenderanno una tremenda delusione: non guardano e si fidano, si fidano dell'altra gente.

MO178,3 [14-05-1967]

3 E allora ecco forse, figlioli, un pochino anche noi, sapete, non con un sacco grande, ma un piccolo sacco lo portiamo tutti. Lo dicevamo ieri sera parlando della nostra consacrazione al Signore, che un pochino, un pochino di mondo lo abbiamo tutti, cioè un pochino di peso inutile e di zavorra la portiamo tutti. Chi allora può illuminarci affinché vediamo se stiamo portando una stupidaggine o se stiamo portando un vero capitale? Chi può illuminarci? Ecco lo Spirito santo!
Lo Spirito santo che Gesù ha mandato dal cielo col Padre, lo Spirito santo è l'unico che non ci fa cadere in queste stupidaggini, che non ci fa andar a prendere lo stampo delle mortadelle, e cioè, in altre parole, è lo Spirito che ci illumina in modo che noi sappiamo scegliere le robe preziose e lasciamo da parte le cose che non sono preziose, in modo che noi mettiamo nel sacco che porteremo verso l'eternità delle cose che valgono e non della zavorra, e non dei pesi inutili.

MO178,4 [14-05-1967]

4 Vedete figlioli, se tante volte noi uomini portiamo con noi delle cose che non valgono per l'eternità è perché non siamo sufficientemente illuminati dalla luce dello Spirito santo, non siamo sufficientemente illuminati a scegliere le cose che valgono per l'eternità. E allora, invece che prendere le perle preziose noi prendiamo i finfoloti, noi prendiamo le cose speciose invece che preziose; invece no, non bisogna prendere le cose speciose: le cose preziose, che non è la stessa cosa! Un vaso dorato, bellissimo, ma di ferro dorato e pesante, non vale niente in confronto di una piccola gemma preziosa. Quel vaso può valere, so io, cinquecento lire, mille lire, ma quella perla preziosa può valere dieci, venti milioni; e allora lo Spirito santo ci illumina e ci dice: "Non scegliere quella cosa che è infeconda, che fa un pochino de s-cioco. - se dirìa, no? - Prendi quella cosa preziosa!".
Vedete, figlioli, abbiamo bisogno dello Spirito santo, altrimenti cadiamo in uno di questi inganni. Quante vocazioni tradite per causa di questi inganni! Quante giovinezze rovinate, proprio sciupate, per l'inganno di scegliere vengono proprio tradite da questa apparenza, da questi miraggi mondani! Il demonio, vedete, fa il mestiere dell'imbroglione, il demonio indora le cose del mondo, indora il... che dicevamo prima, il demonio, e allora abbiamo bisogno di una luce straordinaria, che ci faccia vedere, che ci faccia sentire, che ci faccia scegliere, che ci dia la forza poi di scegliere, anche. Ecco lo Spirito santo con i suoi doni! Vedete, ve l'ho detto in altra circostanza, la mia buona e povera mamma mi diceva sempre: "Don Ottorino, guarda, sai, invoca lo Spirito santo. Quando ti trovi in difficoltà nella scuola, quando hai una tentazione, quando trovi difficoltà anche nella vita, invoca lo Spirito santo, chiama lo Spirito santo, chiama la Madonna che ti mandi lo Spirito santo, chiama Gesù che ti mandi l'aiuto dello Spirito santo". E allora, ecco, quello che io, non da mamma Clorinda, ma da questo povero papà, vi dico. È la festa delle mamme, non dei papà quest'oggi, no? Ecco, vi dico questo, figlioli: "Abbiate coscienza della vostra pochezza e della vostra oscurità se non avete lo Spirito santo!". E allora, quando vi trovate per decidere la vostra vocazione, quando vi trovate per vincere e respingere una tentazione, invocate lo Spirito santo, e... Quando, per esempio, al mattino recitate il Kyrie, e cantate i primi tre Kyrie, guardate in cielo e pensate a Dio Padre: Signore, pietà! Signore, pietà! Poi guardate il tabernacolo e dite: Cristo, pietà! E poi guardate dentro di voi: Signore, pietà!, e pensate allo Spirito santo che avete dentro di voi. Quando recitate il Gloria: Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito santo! Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo... Cercate di avere coscienza che lo Spirito è dentro di voi, che abita dentro di voi, che fa parte della nostra famiglia intima, e di cui abbiamo bisogno , e lui ci darà la potenza. Ricordatevelo, nella vita apostolica...